Riqualificare sostenibilmente: taglio ai consumi e più benessere

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edilizia-sostenibileRiqualificare sostenibilmente: interventi di riqualificazione e gestione sostenibile comportano aumenti di produttività superiori al 5% e riduzioni fino al 10% dei costi sanitari. A REbuild si presentano casi concreti di intervento di pianificazione intelligente degli spazi lavorativi per migliorare salubrità, apprendimento e produttività nei luoghi di lavoro e pubblici.

Pensare che la riqualificazione e gestione sostenibile comporta esclusivamente riduzioni significative sui consumi energetici e idrici significa vedere solo una parte dei benefici a questa connessi.

Interventi con forte connotazione di sostenibilità in luoghi pubblici e di lavoro hanno, infatti, impatti rilevanti su produttività, costo del lavoro e della salute, oltre al vantaggio di realizzare spazi intelligenti adattati alle necessità di domani, dal telelavoro alla smart grid.

“Secondo uno studio di CoStar, una società di consulting USA del settore immobiliare, le imprese che hanno ricollocato la propria forza lavoro in edifici riqualificati in maniera sostenibile hanno visto un aumento della produttività del 5%, con un taglio del 10% dei giorni di malattia registrati” spiega Thomas Miorin, organizzatore di REbuild, la convention su riqualificazione e gestione sostenibile degli edifici “Negli interventi di retrofit, così come nei piani di facility management, lavorare impiegando protocolli di certificazione degli edifici come LEED o BREEM permette di intervenire in maniera misurabile sul comfort e la salubrità degli spazi. Con un ritorno sull’uomo e sul suo well-being ma anche con vantaggi economici misurabili rilevanti. Un elemento di interesse per mondo dell’edilizia, gestioni patrimoni immobiliari e real estate, di cui si parlerà il 26 e 27 Novembre a REbuild”.

In particolare gli edifici riqualificati in maniera sostenibile avrebbero effetti positivi su malattie respiratore e allergie, un fenomeno che ha visto un incremento rilevante dei casi.

Così afferma una ricerca della School of Planning, Design and Construction della Michigan State University che ha rilevato una riduzione di assenza dal lavoro da una media di 1.12 ore a 0.49. Con un taglio di costi per imprese e per famiglie (riduzione di una media di 125€ di costi sanitari l’anno per nucleo famigliare).

Interessati risultati anche sulle condizioni psico-attitudinali dei dipendenti: la riduzione delle ore di lavoro perse per stati depressivi o di ansia è stata del 30%. I vantaggi sono immediati e misurabili: su una forza lavoro di circa 100 impiegati si possono risparmiare da 10mila euro l’anno, fino a quasi 100mila.

Nel tavolo Illuminazione e produttività negli ambienti di lavoro (26 novembre 2013 – ore 16.15/17.30) si discuterà come migliorando l’illuminazione dell’ambiente si migliora il posto di lavoro: questo incrementa la concentrazione facendo crescere la produttività. Gli effetti della luce sul rendimento e sulla sensazione di benessere sono stati dimostrati da numerosi studi che dimostrano un aumentato benessere psichico.

“Stress e malattie psichiche derivate da condizioni mediocri del luogo di lavoro (scarsa illuminazione, qualità scadente delle luci, assenza di luce esterna) infatti possono avere impatti rilevanti in termini di produttività e costi. Con la riqualificazione degli spazi, operando nell’illuminotecnica, con apparecchi e sistemi di comando intelligenti con cui variare la temperatura di colore e l’intensità della luce si possono avere effetti rilevanti” spiega Rene Joppi (Zumtobel Lighting) che presenterà al tavolo insieme a Luca Gonzo (Studio Dante O. Benini and Partners Architects) e Francesco Gori (Esa Engineering).

A REbuild nella sessione Riqualificare gli spazi per il lavoro di domani (26 novembre 2013 – ore 17.15) si discuterà come le riqualificazioni possono ridurre i costi aumentando la produttività. Come coniugare efficienza energetica e efficienza operativa? Cosa ci insegnano le migliori esperienze italiane in termini di comfort e produttività? Come possiamo ridefinire oggi gli spazi per il lavoro di domani? A queste domande risponderanno Cristiana Cutrona (Revalue), Massimo Roj (Progetto CMR), Marco Lo Giacco (Deutsche Bank) e Paolo Gencarelli (Unicredit) che porterà l’esempio concreto di una banca che ha ripensato le proprie filiali e le proprie sedi, incluso la nuova UniCredit Tower.

“Unicredit sta lavorando su una concezione dello spazio dove concentrarsi, comunicare, essere conviviali” spiega Gencarelli “Noi chiamiamo questo processo smart working, ripensando in maniera diversa il luogo di lavoro”.

“Lo smart working è una innovazione organizzativa aziendale che richiede un rinnovamento delle strutture organizzative” afferma Cristiana Cutrona di Revalue, leader nel settore smart working “L’obbiettivo è mettere massimizzare la condizione del lavoratore in ogni ambito del working place. Dobbiamo infine pensare come si evolverà il lavoro nei prossimi 40 anni”.

I vantaggi sono vari: ottimizzazione degli spazi fino al 30 per cento, con conseguente riduzione dei costi, taglio dei consumi energetici, incremento di produttività e benessere del lavoratore.